14 ottobre 2011

troppa architettura?





















Mi sono imbattuto l’altro giorno in un interessante dibattito su radiotre, che prendeva spunto dal nuovo libro di Ciorra di cui parlavo nel precedente post. Protagonisti lo stesso Ciorra, a presentare il libro appunto, Mario Botta e Fulvio Irace. Se vi interessa lo trovate ancora sul web (non so per quanto tempo) a questo indirizzo:
Naturalmente non ho intenzione di farvi il riassunto, ma solo soffermarmi su quello che più mi ha colpito. Dopo che Ciorra aveva “giustamente” snocciolato i numeri piuttosto strabilianti della nostra professione, Irace ha detto: forse più che Senza dovremmo dire Troppa Architettura! Credo proprio che abbia ragione, perché questa condizione così bizzarra e direi anche frustrata di molti architetti italiani, li porta, quando hanno l’occasione di costruire, a voler strafare, a riempire di troppe cose il progetto. Quindi si trovano a creare troppa architettura, dove invece a mio avviso ce ne dovrebbe essere poca. 
Less is more diceva qualcuno che non era tanto male come architetto (Ludwig Mies van der Rohe 1886-1969). 














L’architettura deve stare al suo posto e mettere a suo agio le persone. Non deve essere una protagonista ingombrante. Non tutti sono Ghery! (forse uno è già troppo…)