30 maggio 2014

the development of the city and the bicycle

lo sviluppo della città e la bicicletta

Today there is much talk of the compact city, considering perhaps the only valid model for sustainability and Italians and Europeans know very well what it is because we just have to walk in our historic towns and urban areas already established to see the effects.

Aereal view of Edinburgh from ecocompactcity.org

26 maggio 2014

la cité du lignon

Il vero "serpentone", così chiamano il romano e rettilineo edificio del Corviale, si snoda a ridosso del fiume Rodano tra i prati verdissimi della periferia di Ginevra, nella svizzera francese, in una delle città europee più cosmopolite
Il complesso urbanistico, costituito da 2780 appartamenti, è stato realizzato tra il 1963 e il 1971 per ospitare 10.000 abitanti, ma sembra che oggi ci vivano "solo" 6800 persone.
Dopo quarant'anni di vita la città di Ginevra lo ha classificato come monumento e continua ad essere fonte di ispirazione(?) per numerosi architetti del mondo.
Ha anche il primato di edificio in linea residenziale più lungo d’Europa (qualcuno dice addirittura del mondo!), con i suoi 1065m di lunghezza.
E noi che pensavamo che il chilometro del Corviale fosse un primato…

Foto da Google

13 maggio 2014

lo sviluppo della città e la bicicletta

Oggi si parla molto di città compatta, considerandolo forse l'unico modello valido sostenibile e noi italiani ed europei sappiamo bene di cosa si tratta perchè ci basta camminare nei nostri centri storici e per alcune aree urbane già consolidate per vederne gli effetti.
Veduta aerea di Edinburgo da ecocompactcity.org
Le grandi città invece, soprattutto a partire dalla seconda metà del secolo scorso, sono cresciute con criteri piuttosto diversi e questo ha contribuito in maniera decisiva a creare degli agglomerati urbani molto estesi in cui si è persa quasi completamente l'idea e il senso di città, almeno per come noi l'avevamo intesa fino a quel tempo.

5 maggio 2014

crediti formativi

Come (spero) sapranno già tutti i miei colleghi architetti, dal 1 gennaio 2014 è partito il triennio della formazione continua, che obbliga gli architetti a collezionare 60 crediti in 3 anni, con un minimo di 10 all'anno. 

Si è scatenata quindi, almeno qui a Roma dove siamo 18000 (!!!), una corsa selvaggia per seguire quei (pochi) eventi gratuiti che garantiscono crediti formativi.
Io cerco comunque di vedere il lato positivo e, invece di indignarmi per questo obbligo, lo ritengo una buona possibiltà per tenersi più aggiornati, se non addirittura per avere più contatti con i colleghi.
Franco Purini, del comitato scientifico, ha giustamente sottolineato che l'esercizio della professione è il primo fondamento della formazione, ma il problema è capire bene cosa si intenda per professione, vista la deriva molto burocratica e poco progettuale che ha assunto oggi la figura dell'architetto in Italia.