31 gennaio 2017

economia capitale


Non è difficile stimolare la mia curiosità, soprattutto se si tratta di città, abitanti e numeri e giorni fa è scattata facilmente la scintilla quando ho letto Giovanni Caudo, professore di urbanistica ed ex assessore all'urbanistica di Roma, sul PIL delle grandi capitali europee:
Londra produce il 22% del PIL del Regno Unito, Parigi il 30,4 %, Madrid il 19% mentre Roma solo il 9% (dati Censis-Eurostat 2016). 

Veduta della Provincia metropolitana di Roma (fonte Regione lazio)

Dato che i numeri sono spesso fondamentali per capire le cose, ho pensato immediatamente che sapere il peso economico della Capitale rispetto al resto del Paese senza conoscere il suo peso demografico mi sembrava un dato incompleto. Approfondire anche gli aspetti demografici infatti può servire a capire e spiegare in parte i motivi del ritardo economico, anche senza ricorrere necessariamente ai calcoli matematici più elementari. 

Il dato economico è preoccupante soprattutto se paragonato a quello di Madrid che praticamente doppia Roma, pur essendo la Spagna un'economia storicamente più debole che ha sofferto dal 2008 una crisi molto più forte e devastante della nostra. 
A dire la verità visitando Madrid qualche anno fa avevo avuto la netta sensazione di una città molto più dinamica e proiettata verso il futuro e avevo scritto infatti una sorta di "tributo" alla città intitolato Madrid, Madrid, Madrid come una vecchia canzone spagnola


Difficile pensare che Roma sia tanto più piccola delle altre capitali citate, soprattutto dopo che per anni gli amministratori e gli urbanisti romani ci hanno imbottito la testa con l'incredibile vastità del territorio e con la sua complicatissima gestione. Io in realtà mi sono sempre chiesto: se è così diffcile gestire una città che non arriva a 3 milioni di abitanti, cosa dovrebbero dire a Londra dove ne hanno più di 8? Proviamo a mettere insieme un po' di dati e numeri.


Insomma senza avere la pretesa di uno studio socio-economico o geografico-urbanistico, è possibile forse fare alcune considerazione leggendo i numeri della tabella.
La prima e fondamentale è che lo scarso peso economico della capitale italiana rispetto alle sue cugine europee va di pari passo con il suo scarso peso demografico, infatti il PIL di Roma è circa la metà di quello di Madrid, la più vicina e contenuta contando nella sua area metropolitana "solo" 6,5 milioni di abitanti. Le aree metropolitane di Londra e Parigi invece viaggiano tra i 12 e 14 milioni di abitanti con valori economici da noi inavvicinabili. Chiaramente i due dati, il demografico e l'economico, si influenzano a vicenda per cui se l'economia latita difficilmente la città attirerà nuovi residenti che possano sollevarla ulteriormente negli anni a venire. 

Tabella con rielaborazione dati su popolazione e economia
A conferma dell'attrattività economica di molte grandi città e dell'importanza della loro grande dimensione, esistono anche degli studi matematici sulla città come quello raccontato dal fisico Geoffrey West che sostiene il rapporto proporzionale tra crescita demografica e crescita economica secondo la regola universale del 15%
Nelle città oltre alla popolazione conta sicuramente molto la densità abitativa, quella che permette di ridurre, oltre ai tempi di spostamento, la spesa per servizi e trasporti.
Da questo punto di vista, come si desume facilmente dalla tabella riportata qui sotto costruita rielaborando i dati a disposizione, la città di Roma ha una densità abitativa molto bassa rispetto alle altre, molto meno della metà rispetto a Londra e a Madrid e addirittura tra 1/9 e 1/10 di quella di Parigi. Un dato così distante naturalmente andrebbe indagato più nel dettaglio per capire se è più influente l'estensione assoluta del territorio della capitale, il tipo di sviluppo edilizio o la distribuzione degli abitanti. La sensazione è che sia necessario rivedere in qualche modo le competenze ammininistrative tra comune e provincia/città metropolitana o che comunque non sia possibile gestire con una stessa struttura, il municipio come "piccolo" comune, parti di città così diverse sia dal punto di vista storico-architettonico che di densità abitativa.
Tabella con rielaborazione dati su popolazione e densità abitative
Senza mettere in dubbio la complessità della gestione amministrativa, fa un po' sorridere il fatto che in Italia siano state istituite 14 (14!) città metropolitane, con l'incognità delle regioni autonome..., quando la città più popolata e Capitale ha un'area metropolitana che, dal punto di vista degli abitanti, si può definire piuttosto modesta rispetto alle sue principali rivali europee.
Speriamo quindi che l'istituzione della città metropolitana, un'evoluzione della vecchia (?) provincia, sia, più che un ulteriore fardello burocratico, una vera spinta a fare di Roma una realtà fortemente competititiva sulla scena europea. 

Roma poi ha moltissimi punti di forza, che la rendono potenzialmente molto ricca: 
- monumenti ed opere d'arte unici, non solo come documenti storici, ma come elementi che rappresentano in varie forme l'ideale della bellezza
 
Vista panoramica da Trinità dei Monti (foto @stefanonicita)
- qualità architettonica e paesaggistica della città come paesaggio urbano che non si limita a quella storica contenuta all'interno delle mura aureliane e di molte aree limitrofe del territorio laziale, basti pensare al complesso dei castelli romani con i suoi borghi, i boschi, i parchi, i laghi 
- clima e luce invidiabili dalla maggior parte degli europei
- vicinanza al mare, Ostia è a meno di 30 km dal centro di Roma ed è parte del comune
- gastronomia di ottimo livello con produzione di vini e oli tra Sabina e Castelli Romani
- realtà economiche di grande importanza come il distretto chimico-farmaceutico di Pomezia
Probabilmente se qualcuno riuscisse a far parlare e lavorare insieme gli attori in campo tra qualche tempo potremmo vedere una tabella molto diversa.

P.s. Alcuni giorni dopo l'elaborazione di questo post ho assistito ad un interessante incontro organizzato dall'Ordine degli architetti di roma intitolato Roma2030 sulle prospettive future per la città e sull'importanza dell'architettura. Sono intervenuti architetti, archeologi, economisti, studiosi di architettura e di mobilità. Il confronto fatto in piccolo in questo post con pochi dati ha alcuni punti in comune con gli studi elaborati dal Cresme. Lo racconterò presto.