18 gennaio 2017

Roma moderna

Roma moderna è il titolo di un famoso libro di Italo Insolera sulla storia urbanistica di Roma Capitale, quindi dal 1870 in poi, una lettura pressoché obbligata per qualsiasi architetto e urbanista. Quasi una prosecuzione ideale del suo ancor più famoso Roma in cui descriveva e raccontava la città costruita per volere dei papi 'urbanisti' a partire dal Rinascimento.

27 agosto 2012 – La scomparsa di Insolera


Non si può dire quindi che questo libro possa andare o passare di moda, ma ultimamente si sente citare sempre più spesso e il suo messaggio continua ad essere vivo nonostante la storia raccontata nell'edizione che ho del 1993 si fermi agli anni '80 del secolo scorso, lasciando scoperti almeno 30 anni che per una città contemporanea soprattutto in un'epoca di grandi cambiamenti come la nostra equivalgono ad un'eternità che richiederebbe molti aggiornamenti per completare il quadro della città metropolitana che è diventata Roma oggi.
L'ultimo e più importante evento che ha riportato alla ribalta il taglio storico mai abbandonato di denuncia politico-sociale-culturale-urbanistica è la morte di un altro gigante dell'urbanistica italiana avvenuta proprio all'inizio del 2017, quella di Leonardo Benevolo, nella foto sotto durante una trasmissione Rai del 1977 (è quello sulla destra con gli occhiali per chi non lo conosce).
Consiglio vivamente la visione del video (link cliccando sulla didascalia della foto), perchè con il contributo attivo di un pubblico d'eccezione formato tra gli altri da Antonio Cederna, Piero Sartogo e Costantino Dardi, si consuma un conflitto ancora oggi piuttosto vivo tra chi vede Roma come una città-museo cristallizzata nel tempo (Benevolo, Cederna...) e chi riesce ad apprezzare anche la modernità, addirittura gli spazi urbani creati dall'apertura di Corso Vittorio, e vuole una città che riesca a vivere la sua contemporaneità (Portoghesi e Dardi).

Arbasino parla di Roma con Benevolo e Portoghesi, è il 1977
Un altro fatto che tiene potentemente in vita la visione di Insolera è la ribalta di Paolo Berdini, ingegnere urbanista che ha collaborato alle ultime stesure del libro riedito da Einaudi nel 2011, divenuto Assessore all'Urbanistica della giunta Raggi nell'estate del 2016.
Ci sono poi altri due personaggi, storici dell'arte molto influenti nella vita culturale italiana, che rientrano sempre nello stesso filone e intervengono sempre più spesso da esperti in materia urbanistica,  pur non avendo in effetti alcuna formazione specifica nel campo.
Salvatore Settis, archeologo e storico dell'arte, tra le menti del forum Salviamo il paesaggio in prima linea nella lotta al consumo di suolo (bene!), che sembra però combattere contro ogni forma di evoluzione e trasformazione della città e del territorio. Sembra ripercorrere fedelmente il cammino del maestro Insolera che al famoso Concorso per i nuovi uffici del Parlamento presentò un progetto in cui non disegnava nessun edificio e nessuno spazio urbano, come ho raccontato meglio qui; infatti oggi in quell'area abbiamo un bel parcheggio... 


Tomaso Montanari invece è uno storico dell'arte più giovane e intraprendente, molto presente in TV come politico e divulgatore artistico, noto per aver rifiutato l'Assessorato alla Cultura di Roma offertogli dalla Raggi. Proprio in questo periodo Rai5 trasmette una serie di suoi documentari sull'artista Caravaggio, che seguo con interesse soprattutto perchè mostra molte opere e luoghi romani che il pubblico difficilmente può visitare.
Mi ha colpito molto sentirlo parlare di "giardinetto condominiale" in riferimento a quello che resta di Villa Ludovisi, sacrificata per il "beneficio di pochi" cioè la costruzione del meraviglioso quartiere Ludovisi, dove tutti possono passeggiare liberamente perchè è parte della città, anche se non hanno i soldi per comprare o affittare un appartamento. La democrazia difficile da vedere.
Chi altri invece oltre al professor Montanari può entrare a visitare la "piccola" Villa Ludovisi oggi residenza privata sorvegliata? Si può parlare poi di mancanza di verde a due passi da Villa Borghese, quando la stessa Via Veneto è un Viale delle Magnolie urbanizzato?

Alcuni scorci di Via Veneto, architettura-paesaggio
Ridurre la storia urbanistica di Roma moderna, che coincide in pratica con la sua trasformazione in Capitale d'Italia, allo sviluppo dell'interesse di pochi è una distorsione incomprensibile per uno studioso perchè sposta su questioni molto ideologiche e su posizioni personali il discorso sul significato della città e sulla sua costruzione. 
Sarebbe come descrivere San Pietro raccontando la sete di potere dei Papi e del loro Regno, invece di descrivere i secoli di architettura che ci ha trasmesso.
Forse l'incompiuto sviluppo della città contemporanea a Roma, fenomeno molto più evidente dagli anni settanta del Novecento in poi, è dovuto, oltre che alla scarsa preparazione di amministratori, costruttori e progettisti, anche molto alla narrazione distorta della città.
Perchè non proviamo ad analizzare anche la città moderna e contemporanea con gli occhi della critica, valutando le architetture e gli spazi creati per come li vivono le persone, facendo in modo che li vivano al meglio, invece di bocciare sempre tutto senza cercare mai di capire il senso e i molti benefici delle trasformazioni urbane?